Acqua, aria, terra e fuoco.
Per noi sono come quattro veleni, la terra è contaminata, il fuoco è il veicolo principale delle tossine l’aria è satura di sostanze tossiche. E l’acqua? Oggi scopriamo che probabilmente la riserva idrica della regione Campania si trova sotto i terreni della terra dei fuochi. Cioè l’acqua che dovremo bere, se mai dovesse esserci un problema di siccità, o un malfunzionamento di un acquedotto, è conservata sotto i terreni di Caivano. Forse proprio sotto la terra contaminata. Forse vicino alle cisterne è interrato dell’amianto. Forse accanto alle nostre scorte d’acqua è stato stipato il combustibile di scarto, ovviamente tossico, di chissà quale industria, di chissà quale regione.
Non c’è nulla che non sia stato inquinato, intossicato, contaminato, devastato dalla criminalità. Dalla sciattezza, dalla malavita e dalla noncuranza. Non c’è un limite allo scempio nella terra dei fuochi. Non c’è possibilità di stare sereni. Non c’è riparo. Non ci sono provviste, scorte. Non c’è nulla che sia pulito.
Del resto i veleni hanno ucciso i nostri bambini, hanno ammazzato l’innocenza, hanno spento i sorrisi hanno inquinato la purezza. E se l’acqua è il simbolo della trasparenza non potevamo che aspettarci che arrivassero anche lì. Non abbiamo più diritto alla limpidezza. Anzi ne avremmo ma ce l’hanno tolto.
